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26 mostre (da non perdere) nel 2026

Il 2026 si preannuncia come un anno ricco di mostre in Italia: da Milano a Venezia, da Roma a Udine, da Genova a Firenze passando per città più piccole come Forlì, Bassano del Grappa e Cagliari, musei e spazi espositivi propongono una stagione ricca e variegata. Tra grandi retrospettive di maestri del Novecento e dell'arte contemporanea, esposizioni storiche e mostre tematiche: Anselm Kiefer, Luciano Fabro, Mark Rothko, Van Dyck, Marina Abramović, Mario Schifano, Antonio Ligabue e molti altri. Ma anche la 61^ Biennale di Venezia. Un'occasione imperdibile per riscoprire l’arte in tutte le sue forme e epoche, tra grandi classici e sperimentazioni contemporanee.   LE MOSTRE DA NON PERDERE   ANSELM KIEFER Palazzo Reale, Milano Dal 7 febbraio al 27 settembre 2026 Oltre quaranta grandi teleri evocano un pantheon femminile di alchimiste e scienziate dimenticate, in dialogo con l'architettura storica della Sala delle Cariatidi. Maggiori informazioni MONA HATOUM Fondazione Prada...

#TiPortoAlMuseo: La Scarzuola



All'interno dell'Umbria si nasconde un tesoro: è la Scarzuola, luogo dove Tomaso Buzzi, visionario architetto del Novecento, ha costruito la sua Città Ideale. La surreale ed eccentrica costruzione si trova nel comune di Montegabbione (provincia di Terni) nascosta tra le colline umbre e deve il suo nome a San Francesco d'Assisi, che in questo luogo costruì una capanna dalla quale nacque successivamente un convento.

VISTA SUL COMPLESSO DELLA SCARZUOLA

La storia della struttura è antichissima: si narra che in questo luogo nel 1218, San Francesco d'Assisi costruì una capanna nel punto in cui aveva piantato una rosa e un alloro, e da cui era sgorgata miracolosamente una fontana. È lì che i Conti di Marsciano fecero costruire un convento. Secondo la storia, deve il suo nome proprio alla capanna di scarza (paglia) con la quale era costruita. Nell'abside della chiesa, dedicata alla Santissima Annunziata, è conservato un affresco della prima metà del XIII secolo, raffigurante San Francesco in levitazione. Si tratta di una delle prime raffigurazioni del santo, ancora fuori dai canoni dell'iconografia ufficiale.

SAN FRANCESCO IN LEVITAZIONE

Il convento, abbandonato dai frati nel Settecento fu rilevato da uno dei maggiori architetti italiani del Novecento, il milanese Tomaso Buzzi (1900-1981), che vi volle costruire, nel corso di ventina d'anni (1958-1978 circa) una sua "Città Ideale" dal gusto manierista, incentrata su sette teatri e ispirata all'ideale umanistico della composizione armonica di natura e cultura. Una grande opera globale sempre aperta, mai finita, in cui elementi del passato si sovrappongono a quelli del presente e del futuro, con un uso-abuso di scale, sproporzioni volute, mostri, percorsi labirintici, geometrici e astronomici. Alla morte di Buzzi il completamento dei lavori e la gestione del sito fu affidata all'erede Marco Solari, che è l'attuale responsabile e proprietario. 

TOMASO BUZZI

L'artista tracciò un percorso ricco di simbolismi basato sul poema illustrato italiano Hypnerotomachia Poliphili: un viaggio iniziatico alla scoperta di noi stessi. L'opera è formata da costruzioni raggruppate in sette scene teatrali, sette rappresentazioni sceniche. Buzzi progettò e costruì la città ideale come una grande scenografia teatrale in cui sono presenti: Villa Adriana e Villa d'Este a Tivoli, i sette edifici nell'Acropoli (Partenone, Colosseo, Pantheon, Piramide, Torre dei Venti, Tempio di Vesta, la Torre dell'Orologio di Mantova) e il Sacro Bosco di Bomarzo.

COMPLESSO DELLA SCARZUOLA

Le costruzioni hanno un forte valore simbolico, anche nel nome: la Torre di Babele, la Scala Musicale delle Sette Ottave, la Scala di Giobbe, la Grande Madre, i 7 Teatri, la Torre del Tempo e dell'Angelo Custode e la Balena di Giona. Il culmine della rappresentazione giunge con l'Acropoli, una montagna di edifici, vuoti all'interno e spesso sovrapposti.

TORRE DI BABELE

SCALA MUSICALE DELLE SETTE OTTAVE

TEATRO SULL'ACQUA

LA GRANDE MADRE

TORRE DEL TEMPO E DELL'ANGELO CUSTODE

BALENA DI GIONA

La Scarzuola rappresenta dunque un vero e proprio gioiello dell'Umbria, dove ci si può immergere all'interno di un vortice di suggestioni e richiami. L'unica regola è lasciarsi trasportare in un viaggio tra sacro e profano che può stimolare e sorprendere allo stesso tempo. Per la visita, un tour guidato proprio da Marco Solari, è obbligatoria la prenotazione nelle date indicate sul sito. 

Per Info e Prezzi: www.lascarzuola.it
@progettopelago | #TiPortoAlMuseo | 192^ Tappa

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