Passa ai contenuti principali

In primo piano

#TiPortoAlMuseo: Il Mu.Di.Na – Museo Diocesano di Nardò

  Il  Museo Diocesano di Nardò  (Mu.Di.Na.), ospitato al primo piano dell'antico Seminario seicentesco in Piazza Pio XI, è uno scrigno di arte e fede che custodisce oltre nove secoli di storia. Inaugurato nel 2017 e intitolato a Mons. Aldo Garzia, primo vescovo della nuova diocesi di Nardò-Gallipoli e ideatore del Centro Diocesano Beni Culturali, il museo rappresenta oggi uno dei luoghi identitari più significativi del territorio salentino. BASSORILIEVO DELLA DORMITIO VIRGINIS, XIV SEC. L' edificio  che accoglie il museo è esso stesso parte integrante del racconto. Costruito nel Seicento e utilizzato dal 1674 al 1964 come Seminario Diocesano, l'immobile comprende stratificazioni architettoniche di epoche differenti e in passato ha ospitato anche l'Ospedale cittadino. Oggi il complesso si configura come un vero  polo culturale : al piano terra si trovano alcuni uffici della Curia Diocesana e la prestigiosa  Biblioteca Diocesana Mons. Antonio Sanfelice ; nel...

#TiPortoAlMuseo: La Scarzuola



All'interno dell'Umbria si nasconde un tesoro: è la Scarzuola, luogo dove Tomaso Buzzi, visionario architetto del Novecento, ha costruito la sua Città Ideale. La surreale ed eccentrica costruzione si trova nel comune di Montegabbione (provincia di Terni) nascosta tra le colline umbre e deve il suo nome a San Francesco d'Assisi, che in questo luogo costruì una capanna dalla quale nacque successivamente un convento.

VISTA SUL COMPLESSO DELLA SCARZUOLA

La storia della struttura è antichissima: si narra che in questo luogo nel 1218, San Francesco d'Assisi costruì una capanna nel punto in cui aveva piantato una rosa e un alloro, e da cui era sgorgata miracolosamente una fontana. È lì che i Conti di Marsciano fecero costruire un convento. Secondo la storia, deve il suo nome proprio alla capanna di scarza (paglia) con la quale era costruita. Nell'abside della chiesa, dedicata alla Santissima Annunziata, è conservato un affresco della prima metà del XIII secolo, raffigurante San Francesco in levitazione. Si tratta di una delle prime raffigurazioni del santo, ancora fuori dai canoni dell'iconografia ufficiale.

SAN FRANCESCO IN LEVITAZIONE

Il convento, abbandonato dai frati nel Settecento fu rilevato da uno dei maggiori architetti italiani del Novecento, il milanese Tomaso Buzzi (1900-1981), che vi volle costruire, nel corso di ventina d'anni (1958-1978 circa) una sua "Città Ideale" dal gusto manierista, incentrata su sette teatri e ispirata all'ideale umanistico della composizione armonica di natura e cultura. Una grande opera globale sempre aperta, mai finita, in cui elementi del passato si sovrappongono a quelli del presente e del futuro, con un uso-abuso di scale, sproporzioni volute, mostri, percorsi labirintici, geometrici e astronomici. Alla morte di Buzzi il completamento dei lavori e la gestione del sito fu affidata all'erede Marco Solari, che è l'attuale responsabile e proprietario. 

TOMASO BUZZI

L'artista tracciò un percorso ricco di simbolismi basato sul poema illustrato italiano Hypnerotomachia Poliphili: un viaggio iniziatico alla scoperta di noi stessi. L'opera è formata da costruzioni raggruppate in sette scene teatrali, sette rappresentazioni sceniche. Buzzi progettò e costruì la città ideale come una grande scenografia teatrale in cui sono presenti: Villa Adriana e Villa d'Este a Tivoli, i sette edifici nell'Acropoli (Partenone, Colosseo, Pantheon, Piramide, Torre dei Venti, Tempio di Vesta, la Torre dell'Orologio di Mantova) e il Sacro Bosco di Bomarzo.

COMPLESSO DELLA SCARZUOLA

Le costruzioni hanno un forte valore simbolico, anche nel nome: la Torre di Babele, la Scala Musicale delle Sette Ottave, la Scala di Giobbe, la Grande Madre, i 7 Teatri, la Torre del Tempo e dell'Angelo Custode e la Balena di Giona. Il culmine della rappresentazione giunge con l'Acropoli, una montagna di edifici, vuoti all'interno e spesso sovrapposti.

TORRE DI BABELE

SCALA MUSICALE DELLE SETTE OTTAVE

TEATRO SULL'ACQUA

LA GRANDE MADRE

TORRE DEL TEMPO E DELL'ANGELO CUSTODE

BALENA DI GIONA

La Scarzuola rappresenta dunque un vero e proprio gioiello dell'Umbria, dove ci si può immergere all'interno di un vortice di suggestioni e richiami. L'unica regola è lasciarsi trasportare in un viaggio tra sacro e profano che può stimolare e sorprendere allo stesso tempo. Per la visita, un tour guidato proprio da Marco Solari, è obbligatoria la prenotazione nelle date indicate sul sito. 

Per Info e Prezzi: www.lascarzuola.it
@progettopelago | #TiPortoAlMuseo | 192^ Tappa

Commenti

ARTICOLI PIÙ LETTI