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Coppa del Mondo: La storia (tutta italiana) di un trofeo diventato opera d’arte

Ci sono oggetti che appartengono allo sport e altri che, pur nascendo per lo sport, finiscono per entrare nell'immaginario collettivo. La Coppa del Mondo FIFA appartiene senza dubbio alla seconda categoria. È il simbolo della vittoria più ambita del calcio, il sogno di milioni di giocatori e tifosi, ma soprattutto è un'opera d’arte. Dietro la sua forma inconfondibile c'è la mano di un artista italiano: Silvio Gazzaniga . La storia inizia nel 1970 . In quell’anno il Brasile conquista il suo terzo titolo mondiale e, secondo il regolamento dell'epoca, ottiene il diritto di conservare per sempre la storica Coppa Jules Rimet. La FIFA si trova così davanti a una sfida inattesa: c reare un nuovo simbolo per il torneo più importante del mondo . Viene indetto un concorso internazionale . Arrivano decine di proposte da tutto il mondo. Molti partecipanti immaginano coppe tradizionali, oggetti solenni ma legati ai canoni classici della premiazione sportiva. Tra loro c'è anche...

#TiPortoAlMuseo: Il Museo dell'Arte Salvata di Roma



All'interno dell'Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano di Roma sorge il Museo dell'Arte Salvata, nato per per accogliere a rotazione l'esposizione di opere d'arte sottratte a calamità naturali o antropiche come guerre, saccheggi o furti.

INTERNO DEL MUSEO

Le
opere d'arte e i manufatti archeologici rubati, dispersi, venduti o esportati illegalmente costituiscono una perdita significativa per il patrimonio culturale di un Paese, espressione della sua memoria storica e dei suoi valori collettivi, per non parlare dell’identità del suo popolo. Nonostante il suo intrinseco valore intangibile, anziché essere degno di essere salvaguardato, protetto e conservato, il patrimonio culturale è stato spesso preso di mira per il traffico illecito e la distruzione materiale. Non è un caso che durante i conflitti internazionali gli aggressori danneggino spesso, intenzionalmente e deliberatamente il patrimonio culturale, colpendo le radici stesse dell'identità del Paese nemico.

AULA OTTAGONA, TERME DI DIOCLEZIANO

Il Museo dell'Arte Salvata nasce dunque per raccontare l'altra faccia della storia, mostrando tutte le
fasi del salvataggio delle opere d'arte: dalle indagini alle restituzioni attraverso la diplomazia culturale, il recupero di capolavori portato avanti dalle diverse istituzioni del Ministero – ISCR, Opificio delle Pietre Dure, ICPAL – e la scoperta di beni storico-artistici tra le macerie dei terremoti grazie agli interventi dei Caschi Blu della Cultura, la task force istituita dal Governo italiano per il recupero di reperti dopo calamità naturali e conflitti armati sotto l'egida dell’UNESCO; o, ancora, il lavoro del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, il cui impegno è apprezzato in tutto il mondo e grazie al quale l’Italia è riconosciuta come leader nel settore.

INTERNO DEL MUSEO

Le esposizioni del Museo cambiano in base ai risultati delle operazioni investigative, delle restituzioni internazionali e dei recuperi nelle aree colpite da disastri naturali. All'arrivo di ogni nuova mostra, i reperti esposti fino a quel momento saranno riportati nelle loro sedi originarie.



@progettopelago | #TiPortoAlMuseo | 318^ Tappa

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