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#TiPortoAlMuseo: La Pinacoteca Rossetti Valentini di Santa Maria Maggiore

Conosciuta come la "Valle dei Pittori" , la Val Vigezzo custodisce in ogni paese i segni tangibili di una pittura decorativa di abbellimento, nelle facciate delle case, e devozionale, nelle numerose cappelle presenti nei centri abitati o lungo i sentieri. È però Santa Maria Maggiore il luogo dove sicuramente la pittura vigezzina dell'Ottocento e del primo Novecento si manifesta con più intensità. La Scuola di Belle Arti, voluta nella seconda metà del XIX secolo da Giovanni Maria Rossetti Valentini per insegnare gratuitamente la pittura ai giovani della valle, ospita una Pinacoteca con opere di Enrico Cavalli, Carlo Fornara, Giovanni Battista Ciolina, Giacomo, Giuseppe Rossetti e molti altri. INTERNO DEL MUSEO A partire dalla metà del Seicento i giovani del posto potevano imparare l'arte del disegno nelle botteghe presenti nei diversi comuni della vallata. Molti pittori emigravano all'estero per affinare le competenze o cercare fortuna, per poi tornare con nuove...

#TiPortoAlMuseo: Il Museo dalla Saggina alla Scopa di Foglizzo

All'interno dell'ex Chiesa di San Defendente di Foglizzo, sorge un piccolo museo dedicato alla storia della scopa di saggina. Il Museo dalla Saggina alla Scopa testimonia ed illustra la fiorente produzione di scope di saggina, attiva nel territorio foglizzese tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento.

INTERNO DEL MUSEO

La storia della scopa affonda le sue radici in tempi antichi. Il termine nasce dal latino "scopae" che si riferisce ai ramoscelli. In origine, infatti, la scopa si costruiva utilizzando dei fasci di rami secchi. Li raccoglievano e li fissavano con particolari legature intorno a un bastone che aveva la funzione di manico. La presenza di grani presenti nei rami di saggina o ginepro costituivano una variante molto apprezzata, la cosiddetta "granata". Fino alla Seconda Guerra Mondiale si sono fabbricate e vendute scope di saggina prodotte nel Polesine, nel padovano e nel canavese. In particolare nel paesino di Foglizzo, in provincia di Torino, si produceva una scopa pregiata in saggina rossa. Con gli anni 50 la fabbricazione delle scope utilizza fibre sintetiche e, via via con il tempo, cambia volto fino ad arrivare a quello odierno. Il manico oggi è realizzato in legno, acciaio, alluminio e la scopa da un materiale plastico e le due parti si collegano per avvitamento.

LAVORAZIONE ARTIGIANALE DELLA SCOPA IN SAGGINA A FOGLIZZO

La scopa poi è un accessorio fondamentale di ogni Befana che si rispetti. La scopa è lo strumento attraverso il quale la Befana si muove per consegnare dolciumi e carbone, ma è anche un simbolo che rimanda alle streghe medievali e alla loro simbologia. Il manico della scopa infatti rappresenta probabilmente il palo a cui la presunta strega veniva legata sulla pira, mentre la saggina rappresenta la catasta di legna che veniva poi incendiata. Nonostante la Befana non sia una strega come quelle del Medioevo, la sua somiglianza l'ha fatta associare nel tempo anche alla scopa, diventata mezzo di trasporto per le sue consegne volanti. 

INTERNO DEL MUSEO

L'esposizione permanente di attrezzi e manufatti, corredata da immagini e video, documenta le fasi di coltivazione, raccolta e lavorazione di una particolare varietà di sorgo (saggina), le tecniche e le modalità di fabbricazione delle varie tipologie di scope prodotte (in dialetto ramasse) e i diversi utilizzi delle stesse.

INTERNO DE MUSEO

La collezione di Foglizzo è dunque una delle più originali e curiose d'Italia. Un piccolo museo che racconta la storia e le origini di uno degli strumenti più utilizzati al mondo.


Per Info e Prezzi: www.comune.foglizzo.to.it
@progettopelago | #TiPortoAlMuseo | 296^ Tappa

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