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5 Opere d'Arte sulla Pasqua nei Musei Italiani

La Pasqua è uno dei momenti centrali della tradizione cristiana e, nel corso dei secoli, ha offerto agli artisti l'occasione per rappresentare alcuni degli episodi più intensi e simbolici della storia evangelica: dalla Resurrezione di Piero della Francesca e Andrea Mantegna, al Noli me tangere di Beato Angelico, fino alla Cena in Emmaus di Caravaggio e  all' Incredulità di San Tommaso  di Bernardo Strozzi. In questo articolo proponiamo cinque opere d'arte  custodite nei  musei italiani che raccontano la Pasqua attraverso stili e sensibilità differenti: dal rigore prospettico del Rinascimento alla spiritualità del primo Quattrocento, fino al realismo seicentesco. PIERO DELLA FRANCESCA Resurrezione (1463 circa) Museo Civico, Sansepolcro Nel Museo Civico di Sansepolcro si conserva uno dei capolavori assoluti del Rinascimento italiano: la Resurrezione di Piero della Francesca . L'affresco raffigura Cristo nel momento in cui si solleva dal sepolcro mentre quattro...

#TiPortoAlMuseo: Il Museo di Ötzi – Museo Archeologico dell'Alto Adige di Bolzano


Il Museo Archeologico dell'Alto Adige di Bolzano documenta l'intera storia della provincia dal Paleolitico all'Epoca carolingia. Il museo è noto soprattutto per custodire una delle mummie meglio conservate del mondo: Ötziscoperta casualmente da due alpinisti nel 1991 sul ghiacciaio della Val Senales e custodita del 1998 nel museo, dove è stata soprannominata "l'uomo venuto dal ghiaccio".

RICOSTRUZIONE REALISTICA TRIDIMENSIONALE DI ÖTZI
© Museo Archeologico dell'Alto Adige/Ochsenreiter

Ötzi
è una mummia dell'Età del rame che si è conservata fino a oggi grazie a circostanze straordinarie e che rivela via via autentici tesori di conoscenza. 
Il suo corpo si è conservato naturalmente nel ghiacciaio. Più antico delle piramidi egizie e di Stonehenge, è il risultato di una serie di incredibili coincidenze. Ötzi visse nell'Età del rame, un'epoca inquadrabile nella fase finale del Neolitico. Utilizzava ancora oggetti in pietra, ma possedeva già anche un’innovativa e preziosa ascia di rame. Le conoscenze tecniche relative all’estrazione e alla lavorazione dei metalli erano da poco arrivate in Europa dall'Asia Minore. Con il rame ha avuto inizio la prima Età dei metalli.

SEDE DEL MUSEO
© Museo Archeologico dell'Alto Adige/foto-dpi.com

Dal 1998 il complesso del ritrovamento dell'Uomo venuto dal ghiaccio è esposto nel Museo Archeologico dell’Alto Adige a Bolzano. 
La mummia viene conservata in una cella frigorifera appositamente progettata ed è visibile attraverso una piccola apertura. I numerosi oggetti dell'equipaggiamento e i capi di vestiario, accuratamente restaurati, suscitano la meraviglia del pubblico per l'abilità con cui sono stati realizzati. L'appellativo "Ötzi" si deve al giornalista austriaco Karl Wendl che, cercando un nome d’effetto, lo derivò dal luogo di ritrovamento nelle Alpi della Ötztal.

INTERNO DEL MUSEO
© Museo Archeologico dell'Alto Adige/flipflop-collective

FINESTRA DELLA CELLA FRIGORIFERA 
© Museo Archeologico dell'Alto Adige/Ochsenreiter


L'esposizione permanente del Museo è interamente dedicata a Ötzi. Si sviluppa su tre piani e illustra tutto ciò che vale la pena sapere. A partire dalle circostanze del ritrovamento, avvenuto casualmente il 19 settembre 1991, e dalla sua eco mediatica di portata mondiale, per poi continuare con la presentazione dei reperti originali: mummia, abbigliamento ed equipaggiamento e concludere con la vita quotidiana nell'Età del rame e i molti aspetti della ricerca che ruota intorno alla scoperta del secolo. Un pezzo forte è la ricostruzione realistica tridimensionale di Ötzi, che permette di incontrare l'Uomo venuto dal ghiaccio nell'aspetto che avrebbe potuto avere quando era in vita.

INTERNO DEL MUSEO
© Museo Archeologico dell'Alto Adige/foto-dpi.com

Il Museo di Ötzi è dunque un piccolo gioiello dell'Alto Adige, dove poter scoprire la storia di un nostro lontano antenato, la cui mummia risulta straordinariamente integra. 



Per Info e Prezzi: www.iceman.it
@progettopelago | #TiPortoAlMuseo | 293^ Tappa

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