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26 mostre (da non perdere) nel 2026

Il 2026 si preannuncia come un anno ricco di mostre in Italia: da Milano a Venezia, da Roma a Udine, da Genova a Firenze passando per città più piccole come Forlì, Bassano del Grappa e Cagliari, musei e spazi espositivi propongono una stagione ricca e variegata. Tra grandi retrospettive di maestri del Novecento e dell'arte contemporanea, esposizioni storiche e mostre tematiche: Anselm Kiefer, Luciano Fabro, Mark Rothko, Van Dyck, Marina Abramović, Mario Schifano, Antonio Ligabue e molti altri. Ma anche la 61^ Biennale di Venezia. Un'occasione imperdibile per riscoprire l’arte in tutte le sue forme e epoche, tra grandi classici e sperimentazioni contemporanee.   LE MOSTRE DA NON PERDERE   ANSELM KIEFER Palazzo Reale, Milano Dal 7 febbraio al 27 settembre 2026 Oltre quaranta grandi teleri evocano un pantheon femminile di alchimiste e scienziate dimenticate, in dialogo con l'architettura storica della Sala delle Cariatidi. Maggiori informazioni MONA HATOUM Fondazione Prada...

#TiPortoAlMuseo: Il Museo del Costume di Nuoro



Il Museo del Costume di Nuoro, inaugurato nel 1976 con il nome di Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde, è il maggiore Museo Etnografico della Sardegna. Riaperto nel 2015 dopo dei lavori di ampliamento offre una rappresentazione generale della vita tradizionale dell'isola, dal lavoro alla festa, attraverso la testimonianza dei modi dell'abitare e del vestire, dell'alimentazione, della religiosità e dell'immaginario popolare. Una straordinaria esperienza culturale proposta attraverso gradevoli ambientazioni e la visione degli oltre 5.000 oggetti esposti.

INTERNO DEL MUSEO, COSTUMI E ABITI TRADIZIONALI SARDI

Le collezioni comprendono circa 8.000 reperti, prevalentemente abiti, gioielli, manufatti tessili e lignei, armi, maschere, pani, strumenti della musica popolare, utensili. La visita si articola in dieci sale tematiche e inizia con la prima sala che costituisce una introduzione alla Sardegna attraverso una timeline degli avvenimenti che l'hanno interessata dalla preistoria al 1950, comparata con gli avvenimenti di interesse mondiale. La seconda sala affronta i temi della nascita dell'etnografia e del collezionismo in Sardegna. Le tre sale successive raccontano invece le principali attività produttive sarde attraverso grandi vetrine con la ricostruzione di scene simboliche e con l'utilizzo di manichini a grandezza naturale e strumenti di lavoro. Si passa poi in un ampio spazio dedicato alla tessitura per arrivare alla settima sala nella quale, in apposite vetrine e cassettiere, sono esposti strumenti, materiali e oggetti della tessitura tradizionale di varia tipologia, datazione e provenienza.

ESTERNO DEL MUSEO

Il piano superiore è dedicato alla straordinaria raccolta di costumi, abiti tradizionali sardi esposti su manichini maschili e femminili e disposti all'interno di una grande vetrina ad evocare un corteo processionale. La ricostruzione di una cumbessia e la vetrina dedicata alla Grande Festa Campestre in omaggio all'opera del grande pittore Giuseppe Biasi, introducono agli spazi e agli ambienti circostanti i santuari campestri. Al termine del percorso, giungendo idealmente alla cappella di un santuario, un ambiente vetrina espone oltre 450 tra gioielli e amuleti disposti a contorno di immagini sacre, arredi e oggetti liturgici in una suggestiva ricostruzione che offre testimonianza della straordinaria devozione dei fedeli che accorrevano numerosi nei santuari campestri del centro Sardegna.

INTERNO DEL MUSEO, RICOSTRUZIONI E ABITI SARDI

La visita termina con la rinnovata sala dedicata al Carnevale barbaricino che, presente fin dal 1983, aveva costituito una novità regionale e nazionale nell'ambito delle esposizioni museali permanenti. Alcuni manichini indossano abiti tipici carnevaleschi e con passo di danza simulano una sfilata di Carnevale sono: i Thurpos e l'Eritaju di Orotelli, i Boes, Merdules e Filonzana di Ottana, i Mamuthones e Issohadores di Mamoiada e il Bundu di Orani che con le loro maschere facciali lignee, i campanacci e le pelli di pecora, costituiscono un esempio della persistenza di una serie di manifestazioni che affondano le radici nelle vicende lontane dei popoli del Mediterraneo.

RACCOLTA DI COSTUMI E ABITI TRADIZIONALI SARDI

Il Museo delle Maschere di Nuoro è dunque un'esposizione unica nel suo genere in Italia, attentamente curata e strutturata secondo un percorso museale coinvolgente. 


@progettopelago | #TiPortoAlMuseo | 248^ Tappa

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