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#TiPortoAlMuseo: 10 Musei a Cielo Aperto da visitare d'Estate

L' estate è la stagione ideale per esplorare quei luoghi in cui arte, natura e paesaggio si fondono in un'unica esperienza. Da giardini visionari a musei diffusi, da installazioni di land-art a percorsi immersi nel verde, l'Italia custodisce straordinari esempi di cultura a cielo aperto capaci di sorprendere visitatori di ogni età. Qui vi portiamo alla scoperta di 10 Musei a Cielo Aperto da visitare d'Estate . 10 MUSEI A CIELO APERTO DA VISITARE D'ESTATE La Scarzuola , in Umbria , è una delle mete più enigmatiche e affascinanti del nostro Paese. Nata dalla visione dell'architetto Tomaso Buzzi, questa città-teatro costruita accanto a un antico convento francescano accompagna il visitatore in un percorso simbolico fatto di architetture fantastiche, richiami esoterici e scenografie surreali. In Toscana, il Giardino dei Tarocchi di Capalbio trasforma l'arte in un'esperienza immersiva. Le gigantesche sculture realizzate da Niki de Saint Phalle, rivestite d...

#TiPortoAlMuseo: Il Mausoleo di Galla Placidia di Ravenna



Considerato uno dei tesori più preziosi della città, il Mausoleo di Galla Placidia è uno degli edifici più antichi di Ravenna, patrimonio dell'Umanità dall'Unesco dal 1996. Commissionato nella prima metà del V secolo d.C. dall'imperatrice Galla Placidia, è lo scrigno dei mosaici più antichi della città.

MOSAICI DELLA VOLTA CENTRALE

Semplice e modesto nelle forme, colpisce subito la vista per via della sua particolare struttura in mattoni posta alle spalle della Basilica di San VitaleCommissionato dopo il 426 d.C. dall'imperatrice Galla Placidia, figlia di Teodosio e sorella dell'imperatore Onorio, nonché imperatrice reggente per conto del figlio Valentiniano III, questo piccolo mausoleo doveva servire come sua ultima dimora in cui essere seppellita assieme al fratello e al marito, Costanzo III, sposato in seconde nozze. Non fu però mai utilizzato in tal senso: nel 450 d.C. la donna morì difatti a Roma e qui seppellita.

EDIFICIO ESTERNO

Visto dall'esterno l'edificio appare molto sobrio: una pianta a croce latina di piccole dimensioni con una cupola nascosta da un tiburio a torretta quadrata all'incrocio di quattro bracci. In origine doveva essere collegato alla retrostante Chiesa di Santa Croce tramite un portico, andato poi distrutto. Doveva essere poi molto più alto di quanto oggi lo percepiamo. A causa del fenomeno della subsidenza (il progressivo sprofondamento del suolo che caratterizza gran parte del territorio di Ravenna), il mausoleo infatti oggi appare leggermente interrato.

INTERNO DEL MAUSOLEO

Entrando all'interno si è subito rapiti dall'atmosfera magica che le decorazioni in mosaico riescono a trasmettere, enfatizzate dalla luce dorata che filtra attraverso le finestre di alabastro. La parte inferiore è rivestita da marmi gialli; mentre la zona superiore è interamente ricoperta da mosaici che ricoprono pareti, archi, lunette e cupola. La spigolosa architettura si dissolve grazie alle piccole tessere in mosaico che ricoprono ogni suo centimetro, smussando spigoli e deformando i contorni.

SAN LORENZO MARTIRE

CERVI CHE SI ABBEVERANO ALL'ACQUA SACRA DEL BATTESIMO

CRISTO BUON PASTORE TRA LE SUE PECORE

A cavallo tra la tradizione artistica ellenistico-romana e quella cristiana, i temi iconografici rappresentati sviluppano, a più livelli interpretativi, il tema della vittoria della vita eterna sulla morte. Al centro della cupola, in un immenso cielo stellato, appare in tutto il suo splendore una croce latina dorata, simbolo di Cristo Sole Nascente. Attorno ad acclamarlo i quattro Esseri dell'Apocalisse. Nelle lunette, invece, gli apostoli contornati da colombe e zampilli d'acqua, a simboleggiare la Grazia che attinge alla Fonte Divina. Seguendo la stessa metafora, nelle lunette a Est e Ovest, i cervi si abbeverano all'acqua sacra del battesimo circondati da un paradisiaco giardino mentre, nella lunetta di fronte all'ingresso, accanto a una graticola in fiamme, appare San Lorenzo Martire.

DETTAGLIO DEL MOSAICO

Sopra l'ingresso, il mosaico più pregiato: il Cristo Buon Pastore tra le sue pecore
Mirabili, dovunque, le decorazioni floreali e geometriche che trasformano la penombra del monumento in un inno alla luce e la sua visita in una preghiera alla Vita Eterna. Infine, i tre sarcofagi in marmo vuoti: uno di epoca romana e due di età paleocristiana, decorati lateralmente con la figura dell'agnello, uno dei simboli più antichi di Cristo.



@progettopelago | #TiPortoAlMuseo | 334^ Tappa 

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