Passa ai contenuti principali

In primo piano

#TiPortoAlMuseo: Il Palazzo dell'Emiciclo de L'Aquila

Nel cuore della città de L'Aquila , alle spalle della Villa Comunale, il Palazzo dell'Emiciclo si impone come uno dei simboli più riconoscibili e identitari del territorio abruzzese. Realizzato nel 1888 su progetto dell'architetto Carlo Waldis, il complesso nasce sulle fondamenta di una chiesa seicentesca affiancata da un monastero, inglobando nella propria struttura stratificazioni architettoniche e storiche che attraversano quattro secoli. Il suo nome deriva dalla monumentale esedra neoclassica che ne caratterizza l'ingresso: un porticato ionico semicircolare di grande impatto scenografico, coronato da una terrazza in stile corinzio e arricchito da elementi simbolici come aquile e bassorilievi allegorici dedicati all'Italia e alla Storia. PALAZZO DELL'EMICICLO Nel corso del tempo, il Palazzo ha assunto un ruolo sempre più centrale nella vita culturale e istituzionale della città, diventando sede del Consiglio Regionale dell'Abruzzo e ospitando al suo in...

#TiPortoAlMuseo: Villa Pignatelli a Napoli



Villa Pignatelli rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura neoclassica napoletana. Collocata lungo la Riviera di Chiaia ospita oggi al suo interno due musei: il Museo Principe Diego Aragona Pignatelli Cortés e il Museo delle Carrozze. Attraverso la visita è possibile percorrere i fastosi ambienti della villa abitati da diverse famiglie nobiliari, il suo parco e le ex Scuderie, dove è ospitata una ricca collezione di carrozze. 

FACCIATA DELLA VILLA

La Villa è caratterizzata dalla magniloquenza degli elementi adottati e dalla compresenza di stilemi diversi: da quelli neorinascimentali delle torrette d'ingresso in pietra lavica, alle riprese dell'architettura greca antica, neopalladiana e neopompeiana, fino alla originale soluzione del monumentale colonnato neodorico, che si sovrappone al retrostante ordine ionico gigante della facciata.

VILLA E PARCO

VERANDA NEOCLASSICA

L'edificio venne progettato da Pietro Valente nel 1826 quando Ferdinando Acton, nipote del primo ministro di Ferdinando IV, decise di costruirsi una residenza lungo l'asse stradale che fiancheggia la Villa Reale. Acquistata nel 1841 dai banchieri Rothschild, la villa venne radicalmente trasformata nell'arredo e ampliata. I lavori, affidati dapprima all'architetto Claret, vennero portati a compimento da Gaetano Genovese. Durante la proprietà Rothschild venne realizzata la sistemazione e la decorazione in stucco bianco e oro del Salotto rosso e quella della Sala da ballo, costituita da grandi specchiere con comici in legno intagliato, separato tramite un elemento a serliana da un altro ambiente. 

Con l'Unità d'Italia, i Rothschild sono costretti a vendere la Villa al principe Diego Aragona Pignatelli Cortes, discendente da un'illustre stirpe, dal cambio di proprietà derivano diversi mutamenti nell'arredo, testimonianza di un ricercato gusto eclettico, tipico della fine dell'Ottocento. Nel 1955 la principessa Rosina Pignatelli, dona allo Stato la Villa. Con l'arredo che la costituiva viene così fondato il Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes, uno dei pochi esempi, se non l'unico, per l'intrinseco rapporto fra edificio e collezioni, di casa museo esistente oggi a Napoli.

FACCIATA POSTERIORE DELLA VILLA

L'appartamento si snoda attorno ai tre salottini centrali: quello azzurro, che introduce alla grande Sala da ballo, presenta alle pareti fotografie con dediche autografe degli illustri frequentatori della Villa; quello rosso, che conserva l'aspetto sontuoso conferitogli nel periodo Rothschild, mette in comunicazione il Vestibolo circolare dell'ingresso con la monumentale Veranda neoclassica; quello verde infine costituisce l'ambiente di raccordo tra la sfarzosa Biblioteca, dal ricco parato in cuoio impresso in oro della fine dell'Ottocento e la sobria Sala da pranzo. L'aspetto più appariscente di questa collezione è comunque costituito dalla cospicua raccolta di ceramiche di diverse manifatture. Tra le produzioni napoletane si ricordano alcune porcellane della Real Fabbrica di Capodimonte.

SALOTTO AZZURRO

SALOTTO ROSSO

SALOTTO VERDE

All'interno delle ex Scuderie della Villa sorge il Museo delle Carrozze. Esso fu ideato da Bruno Molajoli, che aveva accolto la donazione del marchese Mario D'Alessandro di Civitanova, e progettato, nel 1975, da Ezio Bruno De Felice. Riallestito secondo più moderni criteri museografici, presenta una raccolta di trentaquattro esemplari di carrozze e calessi di produzione francese, inglese e italiana raggruppati per tipologie, provenienti dalle raccolte Civitanova, Dusmet, Spennati, Leonetti di Santo Janni e De Felice acquisite nel corso del tempo. Alle carrozze si affiancano, nelle nuove sale, centinaia di finimenti in cuoio, morsi, fruste, bardature e oggetti di vario tipo destinati alla cura del cavallo, che vanno dagli apribocca ai pettini per criniera, ai bruciapeli, alle scarpe copri zoccolo.

MUSEO DELLE CARROZZE

MUSEO DELLE CARROZZE

Villa Pignatelli con i suoi musei è dunque uno dei luoghi imperdibili di Napoli. Essa rappresenta infatti uno dei pochi esempi, se non l'unico, per l'intrinseco rapporto fra edificio e collezioni, di casa museo esistente oggi in città. 

@progettopelago | #TiPortoAlMuseo | 176^ Tappa

Commenti

ARTICOLI PIÙ LETTI