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#TiPortoAlMuseo: Il Mu.Di.Na – Museo Diocesano di Nardò

  Il  Museo Diocesano di Nardò  (Mu.Di.Na.), ospitato al primo piano dell'antico Seminario seicentesco in Piazza Pio XI, è uno scrigno di arte e fede che custodisce oltre nove secoli di storia. Inaugurato nel 2017 e intitolato a Mons. Aldo Garzia, primo vescovo della nuova diocesi di Nardò-Gallipoli e ideatore del Centro Diocesano Beni Culturali, il museo rappresenta oggi uno dei luoghi identitari più significativi del territorio salentino. BASSORILIEVO DELLA DORMITIO VIRGINIS, XIV SEC. L' edificio  che accoglie il museo è esso stesso parte integrante del racconto. Costruito nel Seicento e utilizzato dal 1674 al 1964 come Seminario Diocesano, l'immobile comprende stratificazioni architettoniche di epoche differenti e in passato ha ospitato anche l'Ospedale cittadino. Oggi il complesso si configura come un vero  polo culturale : al piano terra si trovano alcuni uffici della Curia Diocesana e la prestigiosa  Biblioteca Diocesana Mons. Antonio Sanfelice ; nel...

#TiPortoAlMuseo: Il Museo del Novecento di Milano



Il Museo del Novecento di Milano ha sede all'interno del Palazzo dell'Arengario, affacciato su piazza del Duomo, e ospita una collezione di oltre quattromila opere d'arte italiana del XX secolo. Nata grazie alla generosità e alla passione dei collezionisti milanesi, la Collezione del Museo del Novecento è una tra le più importanti raccolte d'arte italiana del XX secolo e si sviluppa in uno spazio moderno e dinamico.

PALAZZO DELL'ARENGARIO, PARTICOLARE

Il Museo, inaugurato al pubblico il 6 dicembre 2010, nacque con l'intento di diffondere la conoscenza dell'arte del Novecento e di consentire una migliore e più ampia visione delle collezioni che Milano ha ereditato nel tempo. Dalla nascita del museo, artisti, collezionisti e mecenati hanno partecipato e partecipano attivamente nella crescita del patrimonio, ampliandolo fino alle espressioni del contemporaneo.

PALAZZO DELL'ARENGARIO, FACCIATA

PALAZZO DELL'ARENGARIO, LATO DI PALAZZO REALE

Dal 2010, il Palazzo dell'Arengario è sede del Museo del Novecento. L'edificio storico, progettato da Griffini, Magistretti, Muzio, Portaluppi, è stato ristrutturato dal Gruppo Rota per accogliere le collezioni d'arte italiana del Novecento. La trasformazione del Palazzo dell'Arengario nacque dall'esigenza di riorganizzare la struttura delle Civiche Raccolte d'Arte milanesi attorno a due poli distinti: uno per le collezioni ottocentesche, a Villa Reale, e uno dedicato alle opere del XX secolo, la cui sede viene individuata nel Palazzo dell'Arengario, particolarmente significativo per la felice consonanza tra architettura e collezione.

INTERNO DEL MUSEO

INTERNO DEL MUSEO

Il progetto ha permesso di ottimizzare l'utilizzo degli spazi e di restituire l'edificio alla città e di trasformarlo in uno dei luoghi privilegiati della cultura a Milano. La grande rampa a spirale all'interno della struttura è forse la cifra architettonica più significativa del museo: un elemento funzionale che collega diversi piani della torre. 

RAMPA A SPIRALE

Il percorso espositivo raccoglie circa 400 opere, allestite secondo un criterio cronologico. Data di partenza: 1902, l'anno di esposizione de Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, cui è dedicata una sala lungo la rampa elicoidale (ad accesso gratuito).

IL QUARTO STATO, PELLIZZA DA VOLPEDO

La Collezione prende avvio con un omaggio alle Avanguardie Internazionali, con dipinti d'inizio secolo di Pablo Picasso, Georges Braque, Paul Klee, Vasilij Kandinskij, Piet Mondrian e Amedeo Modigliani. L'allestimento prosegue con il Futurismo, rappresentato da un nucleo di opere unico al mondo, con Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Fortunato Depero, Gino Severini, Carlo Carrà, Ardengo Soffici. Gli anni Venti e Trenta, tra Novecento e Astrattismo, si sviluppano con Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Arturo Martini e Fausto Melotti. 

WALD BAU, PAUL KLEE

COMPOSIZIONE, KANDINSKIJ

RITRATTO DI PAUL GUILLAUME, MODIGLIANI

FORME UNICHE DELLA CONTINUITÀ NELLO SPAZIO, BOCCIONI

FARO A WESTCAPELLE, MONDRIAN

Al terzo piano si trova una sala dedicata alle opere informali dei maggiori maestri italiani: tra cui Alberto Burri ed Emilio Vedova. Gli anni Cinquanta e Sessanta sono protagonisti di una sala allestita con opere di Piero Manzoni e degli artisti di Azimuth, da Enrico Castellani ad Agostino Bonalumi. A Lucio Fontana è dedicato l'intero ultimo piano dell'Arengario. Sala Fontana è stata progettata come un'opera ambientale immersiva, caratterizzata dal neon di Lucio Fontana e dall'affaccio su piazza Duomo. 

SALA FONTANA, CON IL NEON

Attraverso la passerella sospesa, che collega il Museo a Palazzo Reale, si accede alla sezione conclusiva, che affronta il periodo compreso tra i primi anni Sessanta e i primi anni Ottanta. Dall'Arte Cinetica e Programmata si giunge alle esperienze Pop e ai dipinti analitici, mentre l'arte concettuale è rappresentata nelle sue declinazioni italiane e internazionali. Il percorso prosegue con la sala dedicata a Luciano Fabro, per poi dispiegarsi in una riflessione sulla nascita dell'installazione attraverso le opere di artisti quali Jannis Kounellis, Eliseo Mattiacci e Amalia Del Ponte; si chiude infine sulle soglie degli anni Ottanta con Mimmo Paladino, Alighiero Boetti.

Nel 2017 il Museo del Novecento di Milano è stato visitato da oltre 230.000 visitatori, collocandosi sulla scia di positiva crescita dei musei milanesi degli ultimi anni. 

Per Info e Prezzi: www.museodelnovecento.org
@progettopelago | #TiPortoAlMuseo | 31^ Tappa

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