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#TiPortoAlMuseo: Il TAM TAM – Museo Diffuso della Comunicazione di Milano



Nel panorama museale italiano, ancora sorprendentemente povero di istituzioni dedicate alla storia e alle forme della comunicazione, l'Università IULM di Milano ha scelto una strada laterale e ambiziosa: non costruire un museo nel senso tradizionale del termine, ma disseminarlo. È da questa scelta che nasce TAM TAM – Museo Diffuso della Comunicazione, inaugurato il 23 ottobre 2023, un progetto in divenire che trasforma il campus universitario milanese in un percorso espositivo aperto, pubblico e attraversabile.

UGO NESPOLO, TEATRO DELLE ARTI MEDIALI

L'idea di fondo è quella di sottrarre la comunicazione alla dimensione puramente teorica per restituirla come esperienza. TAM TAM non impone un itinerario unico né uno spazio separato: si insinua nei luoghi del quotidiano universitario, ridefinendo il confine tra studio, fruizione culturale e vita urbana. In questo senso, il museo diffuso non è solo una soluzione espositiva, ma una presa di posizione culturale sul ruolo dell’università nello spazio pubblico.

INTERNO DEL MUSEO

Il progetto prende avvio simbolicamente con il Teatro delle Arti Mediali di Ugo Nespolo (2023), installato nella hall dell'edificio IULM 1. Le quattordici icone della comunicazione dalla macchina per scrivere alla televisione, dalla radio alla cinepresa fino alla posta elettronica, costruiscono una narrazione visiva che privilegia riconoscibilità e immediatezza, coerente con la poetica dell'artista e con l'idea di comunicazione come patrimonio condiviso. Non a caso, è proprio da quest'opera che TAM TAM trae il nome, evocando il tamburo come uno dei primi strumenti di comunicazione a distanza.

GIO' POMODORO, SULLE FINZIONI: BILANCIA GIORNI

Accanto a questa installazione inaugurale, TAM TAM si innesta in un campus già segnato dalla presenza di opere d'arte contemporanea come Contatti Tenaglia di Giò Pomodoro (1970) o Monumento all'Inferno di Emilio Isgrò (2018) rileggendole all'interno di una cornice tematica unificante. Il museo diffuso non aggiunge semplicemente nuove opere, ma riorganizza il senso di quelle esistenti, trasformando il campus in un archivio a cielo aperto della comunicazione.

ELIAZAR HERNANDEZ ARIAS E NIDIA DEL CARMEN DE LA CRUZ, ALBERO SEGRETO

È in questo quadro che si colloca la Linea del Tempo, inaugurata il 20 maggio 2025 all'interno della Torre IULM 6, che rappresenta uno dei dispositivi più complessi e strutturati di questo museo diffuso. 
A differenza di altre installazioni, qui la comunicazione non è evocata per immagini-simbolo, ma ricostruita come processo storico. Il percorso si sviluppa lungo 145 metri lineari, articolati in 52 stazioni, distribuite su tre rampe della torre, trasformando uno spazio di passaggio in uno spazio narrativo e riflessivo.

EMILIO ISGRO', MONUMENTO ALL'INFERNO

La Linea del Tempo adotta una scansione cronologica che va dalle origini mitiche della Torre di Babele alla Cappella Sistina con un arco che si chiude simbolicamente nella prima metà del Cinquecento. L'inizio, affidato al mito di Babele, non è una scelta puramente introduttiva: la frammentazione delle lingue viene assunta come atto fondativo della comunicazione stessa, intesa fin dall'origine come risposta alla separazione, alla distanza, all’impossibilità di una comprensione immediata e universale. Le tappe successive alternano forme diverse di comunicazione (visiva, orale, scritta, simbolica) mettendo in evidenza il rapporto costante tra mezzo, contesto e destinatario. 

I segnali di fumo (circa 2000 a.C.), ad esempio, mostrano una comunicazione vincolata allo spazio e alla luce che utilizza il cielo come canale e presuppone una comunità capace di decodificare i segni. Non è casuale che questa pratica arcaica venga collegata a un uso ancora attuale, come il fumo bianco o nero del Conclave vaticano, sottolineando la persistenza dei codici simbolici nel tempo. Con la Divina Commedia di Dante Alighieri (pubblicata nel 1321), la Linea del Tempo si confronta con un’opera che porta la comunicazione a un livello di straordinaria complessità: un sistema poetico, teologico e linguistico che costruisce un immaginario condiviso e contribuisce alla formazione della lingua italiana. 

Qui la comunicazione non è solo trasmissione, ma costruzione di una comunità culturale attraverso la parola. Il percorso si chiude con l'avvio degli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina (1508), esempio emblematico di comunicazione visiva concepita per parlare anche a un pubblico illetterato. La cosiddetta biblia pauperum diventa uno strumento di mediazione tra umano e divino, e l'immagine del dito di Dio che sfiora quello di Adamo si impone come uno dei gesti comunicativi più potenti dell’intera storia dell’arte occidentale.

GIO' POMODORO, CONTATTI TENAGLIA

Dal punto di vista espositivo, ogni stazione combina testi bilingue (italiano e inglese), immagini evocative, installazioni e scenografie immersive, evitando l'impostazione puramente didascalica. Un ruolo centrale è affidato all'audioguida, le cui voci sono state realizzate da studentesse e studenti IULM, coinvolti anche nella produzione dei contenuti video e nelle traduzioni. La Linea del Tempo si configura così non solo come racconto storico, ma come dispositivo formativo e partecipato.

La scelta di una narrazione lineare resta, tuttavia, una scommessa aperta. Se da un lato favorisce la chiarezza e l'accessibilità, dall'altro rischia di attenuare le discontinuità, i conflitti e le zone d'ombra che attraversano la storia della comunicazione. È proprio in questa tensione che la Linea del Tempo trova il suo interesse maggiore: non come sequenza definitiva di tappe, ma come invito a interrogarsi su come – e perché – scegliamo di raccontare la comunicazione oggi.

Tra le opere d'arte del museo diffuso: La residenza di Poseidone era un gran bel palazzo in fondo al mare, Ignazio Moncada, 2002 - Sulle finzioni: “Bilancia giorni”, Giò Pomodoro, 1983 - Monumento all’Inferno, Emilio Isgrò, 2018 - Porta d’oro, Marco Nereo Rotelli, 2009 - Time Without End, Masbedo, 2021 - Albero Segreto, Eliazar Hernández Arias e Nidia del Carmen de la Cruz, 2021 - Contatti Tenaglia, Giò Pomodoro, 1970 - Teatro delle Arti, Ugo Nespolo, 2023.

MASBEDO, TIME WITHOUT END

Visitabile gratuitamente, individualmente o in gruppo, e aperta anche alle scuole di ogni ordine e grado, la Linea del Tempo rafforza la vocazione pubblica di TAM TAM e dell'intero campus IULM. Un museo che non chiede di essere visitato una volta sola, ma attraversato, discusso, messo in crisi. Perché, in fondo, raccontare la storia della comunicazione significa sempre interrogare il nostro presente.



Articolo in collaborazione con Francesca Bernardi (@mostramisu)



Per Info e Prezzi: www.iulm.it/tam-tam
@progettopelago | #TiPortoAlMuseo | 343^ Tappa

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