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Coppa del Mondo: La storia (tutta italiana) di un trofeo diventato opera d’arte

Ci sono oggetti che appartengono allo sport e altri che, pur nascendo per lo sport, finiscono per entrare nell'immaginario collettivo. La Coppa del Mondo FIFA appartiene senza dubbio alla seconda categoria. È il simbolo della vittoria più ambita del calcio, il sogno di milioni di giocatori e tifosi, ma soprattutto è un'opera d’arte. Dietro la sua forma inconfondibile c'è la mano di un artista italiano: Silvio Gazzaniga . La storia inizia nel 1970 . In quell’anno il Brasile conquista il suo terzo titolo mondiale e, secondo il regolamento dell'epoca, ottiene il diritto di conservare per sempre la storica Coppa Jules Rimet. La FIFA si trova così davanti a una sfida inattesa: c reare un nuovo simbolo per il torneo più importante del mondo . Viene indetto un concorso internazionale . Arrivano decine di proposte da tutto il mondo. Molti partecipanti immaginano coppe tradizionali, oggetti solenni ma legati ai canoni classici della premiazione sportiva. Tra loro c'è anche...

#TiPortoAlMuseo: La Fondazione Marta Czok di Venezia e Roma



La Fondazione Marta Czok, con sedi espositive a Venezia e a Roma, si occupa di progetti artistici e culturali, partendo dall'opera artistica di Marta Czok (1947-2025) e creando collaborazioni con artisti e istituzioni in Italia e internazionalmente. La Fondazione include un Museo dedicato alla Collezione Permanente a Castel Gandolfo, un Project Space a Venezia con uno studio anche nel Regno Unito.

MARTA CZOK, LA SPARTIZIONE, 1991 (PARTICOLARE)

La Fondazione trova origine nell'opera artistica di Marta Czok (1947-2025), artista Britannica nata a 
Beirut, proveniente da una famiglia di profughi polacchi che trovarono asilo politico a Londra dopo la Seconda Guerra Mondiale, dove Marta Czok crebbe, trasferendosi in seguito in Italia negli anni Settanta. Le tematiche del suo lavoro, noto per la sua critica pungente alle gerarchie sociali e per la rappresentazione ironica della vita quotidiana, a loro volta ispirano una programmazione che si estende ad artisti, curatori e ricercatori, con particolare interesse nel commentario sociale e politico nell’arte, dialogo tra diverse culture e nazionalità, nell'esperienza della migrazione e nella rappresentazione di genere e identità culturale. 

SEDE ESPOSITIVA DI VENEZIA

La Fondazione, che nasce dalla stessa famiglia di 
Marta Czok, presidiata da Valter Scarso e con Jacek Ludwig Scarso alla curatela della sua programmazione dalla sua sede nel Regno Unito, si avvale di un team internazionale di esperti in diversi settori, che collaborano nella produzione di progetti artistici, culturali e sociali, secondo le attività stipulate nel suo statuto.

INTERNO DELLA FONDAZIONE

Tra gli ultimi progetti portati avanti da Fondazione Marta Czok, la retrospettiva Urbe
Palazzo Montecitorio del Parlamento, patrocinata dal Ministero della Cultura e dall'Ambasciata di Polonia a Roma, la mostra O Nas al Konstancinski Dom Kultury in Polonia, la collaborazione con Zerial Art Project per il progetto dallo Zimbabwe Embodied Histories, la retrospettiva EX_PATRIA in concomitanza con la Sessantesima Biennale Arte di Venezia, le partnership con Urban Vision Film Festival, il progetto europeo A-Place e la collezione del cinema ucraino Takflix, la collaborazione con il progetto Raffaello Visita le Carceri di Salerno a cura di Michele Citro, il progetto We All Come from Somewhere di Marina Moreno originariamente commissionato da Tate Liverpool con il supporto di Arts Council England, e la retrospettiva ARCHĪVUM al Palazzo Mathis di Bra.

INTERNO DELLA FONDAZIONE

Quest'ultima mostra fa parte di un progetto più grande, sempre dal nome ARCHĪVUM, finalizzato 
all'archiviazione completa delle opere di Marta Czok nel corso di cinque decadi. Al di là del processo di catalogazione e documentazione del suo operato, questo progetto si basa sull'esplorazione di modi innovativi in cui il suo lavoro può continuare a essere reinterpretato e ricontestualizzato per la posterità. Le nuove tecnologie, come la realtà virtuale, possono fornire una lente per riproporre le sue opere d'arte e continuare ad espandere il loro pubblico. 



Articolo in collaborazione con Fondazione Marta Czok



Per Info e Prezzi: www.fondazionemartaczok.com
@progettopelago | #TiPortoAlMuseo | 313^ Tappa

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