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Coppa del Mondo: La storia (tutta italiana) di un trofeo diventato opera d’arte

Ci sono oggetti che appartengono allo sport e altri che, pur nascendo per lo sport, finiscono per entrare nell'immaginario collettivo. La Coppa del Mondo FIFA appartiene senza dubbio alla seconda categoria. È il simbolo della vittoria più ambita del calcio, il sogno di milioni di giocatori e tifosi, ma soprattutto è un'opera d’arte. Dietro la sua forma inconfondibile c'è la mano di un artista italiano: Silvio Gazzaniga . La storia inizia nel 1970 . In quell’anno il Brasile conquista il suo terzo titolo mondiale e, secondo il regolamento dell'epoca, ottiene il diritto di conservare per sempre la storica Coppa Jules Rimet. La FIFA si trova così davanti a una sfida inattesa: c reare un nuovo simbolo per il torneo più importante del mondo . Viene indetto un concorso internazionale . Arrivano decine di proposte da tutto il mondo. Molti partecipanti immaginano coppe tradizionali, oggetti solenni ma legati ai canoni classici della premiazione sportiva. Tra loro c'è anche...

#TiPortoAlMuseo: Il Museo del Banditismo di Aggius



Il Museo del Banditismo di Aggius racconta la storia di uno dei fenomeni di delinquenza più diffusi nell'Italia meridionale e insulare nel corso dei secoli scorsi. Il borgo, nominato Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano, infatti è stato l'epicentro del banditismo della Gallura per circa tre secoli: dalla metà del Cinquecento in pieno periodo spagnolo alla metà dell'Ottocento con la dominazione sabauda. 

PARETE CON ALCUNI DEI BANDITI PIU' FAMOSI

Il territorio di Aggius ha visto nel corso di questi anni omicidi, agguati, furti di bestiame e danneggiamenti. Lungo i litorali prosperavano del tutto impunite orde di contrabbandieri e di abigeatari (ladri di bestiame), tanto che nel 1726 un rapporto molto dettagliato delle autorità locali attribuisce ad Aggius il ruolo di paese leader nel traffico clandestino di cereali. Risale invece al 1766 il cosiddetto "pregone" del viceré Francesco Ludovico Costa, il cui testo integrale è stato collocato sulla facciata dello stabile che ospita il Museo. Si tratta del pronunciamento in cui si minaccia la distruzione della villa di Aggius in quanto ritenuta "scandaloso ricovero e favore...di banditi e facinorosi". Sul versante popolare, però, la figura del bandito veniva assimilata spesso a quella del diseredato, caduto in disgrazia per motivi d'onore e quindi meritevole di rispetto e protezione.

MATERIALE STORICO DEL MUSEO

Ecco perché si è deciso di allestire un museo dedicato al banditismo senza correre il rischio di mitizzare la figura del fuorilegge e di esaltarne le sue gesta. L'obiettivo del museo, semmai, è esattamente il contrario: diffondere valori positivi per la costruzione di una mentalità che favorisca l'affermarsi della legalità e della moralità pubblica ad ogni livello.

AGGIUS

AGGIUS

Il museo è allestito non a caso nel palazzo della vecchia Pretura, situato nella zona più antica del paese. E proprio nei vicoli attigui a questo edificio, più di un secolo fa, furono commessi numerosi omicidi.

SEDE DEL MUSEO

Il percorso espositivo si articola in 4 sale che accolgono documentazione e oggetti che raccontano l'evoluzione del fenomeno nel tempo. In particolare una teca è dedicata al bandito aggese Sebastiano Tansu, "il Muto di Gallura" figura che ispirò l'omonimo romanzo di Enrico Costa.

INTERNO DEL MUSEO

INTERNO DEL MUSEO

Il Museo del Banditismo di Aggius è l'unico museo in Italia dedicato a questo fenomeno. Grazie alla sua collezione è possibile ripercorrere una storia troppo spesso dimenticata, quella del banditismo e del ruolo che ha avuto nei secoli scorsi all'interno del nostro paese. 

Per Info e Prezzi: www.museodiaggius.it
@progettopelago | #TiportoAlMuseo | 179^ Tappa

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