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Halloween raccontato da 5 opere d'arte nei Musei Italiani

L'estetica del macabro e del mistero nell'arte vanta una tradizione secolare che precede e trascende le moderne celebrazioni popolari di Halloween . I musei italiani conservano nei loro percorsi espositivi opere di straordinaria intensità, capaci di dialogare con il fascino dell'ignoto e della transitorietà umana. Qui vi portiamo alla scoperta di 5 opere d'arte custodite nei musei italiani che raccontano il fascino per il macabro e il mistero. LA STREGA DI  SALVATOR ROSA PALAZZO PITTI, FIRENZE La Strega di Salvator Rosa (1645-1650 ca.), custodita a Palazzo Pitti a Firenze, rappresenta un sofisticato vertice della pittura esoterica del Seicento italiano. Abbandonando l'idealizzazione classicista per addentrarsi nei territori dell'occulto, l'artista mette in scena una figura femminile anziana ed emaciata colta nel vivo di un rito notturno, seduta all'interno di un cerchio magico. Avvolta in un chiaroscuro drammatico e livido, la donna è circondata da un...

#TiPortoAlMuseo: Il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino



Il MAO – Museo d'Arte Orientale di Torino ha sede in uno dei palazzi del centro storico del capoluogo piemontese, Palazzo Mazzonis. Il Museo, tra i più recenti musei della città, fu inaugurato nel 2008 e ospita una delle raccolte d'arte orientale più importanti d'Italia.

INGRESSO DEL MAO

Palazzo Mazzonis fu per almeno tre secoli la dimora torinese di due rami di una famiglia tra le più importanti dell'aristocrazia piemontese: i Solaro della Chiusa e i Solaro della Margarita. L'edificio è attestato fin dal 1587 e le sue sorti sono strettamente legate alla storia dei suoi proprietari, in parte ripercorribile grazie alle decorazioni in stucco del salone di rappresentanza collocato al piano nobile dell'edificio. Nel 1723 avvenne un ammodernamento dell'edificio. In seguito ai lavori settecenteschi il Palazzo assunse così la forma di residenza di rappresentanza che tuttora conserva.

Nel 1870 l'edificio passò a Paolo Mazzonis, industriale tessile. Il piano terreno del Palazzo venne quasi subito adibito a sede degli uffici della manifattura e tale rimase per un secolo. Ancora oggi l'edificio è noto appunto come Palazzo Mazzonis. Gli interventi più recenti nell'ornato del palazzo interessarono lo scalone d'onore e si devono all'iniziativa di Ottavio Mazzonis. Lo stesso Ottavio Mazzonis, pittore allievo di Nicola Arduino, nel 1955 dipinse la volta ad affresco con l'Allegoria dell'Arte e dell'Industria e le insegne araldiche della famiglia, e due anni dopo eseguì Il giudizio di Paride.

PALAZZO MAZZONIS, INGRESSO

Negli anni '60 la Manifattura Mazzonis cessò la propria attività e il Palazzo rimase inutilizzato. Ottavio Mazzonis, che nel frattempo si era trasferito altrove, concluse le trattative di vendita con la Città di Torino nel 1980. A seguito di un restauro quinquennale, durato dal 1980 al 1985, il Palazzo venne adattato a ospitare Uffici Giudiziari. L'edificio venne dotato di impianti e di spazi capienti capaci di accogliere grandi numeri di persone e ospitò i grandi processi al terrorismo e alla lotta armata.

Tra il 2004 e il 2008 il Palazzo vide la sua ultima grande trasformazione d'uso. Le sue porte si riaprirono nel dicembre 2008, quando, tra gli stucchi barocchi e i muri pregni di storia recente, trovano posto per la prima volta le collezioni del MAO – Museo d'Arte Orientale.

PALAZZO MAZZONIS, CORTILE INTERNO

L'allestimento museale si è svolto tra maggio e dicembre del 2008. La progettazione degli spazi ha tenuto conto della preesistenza di alcuni nuclei di collezioni e ha avuto come esito l'articolazione delle collezioni in cinque gallerie corrispondenti ad altrettante aree culturali. Il MAO aspira alla più ampia rappresentazione della produzione artistica dei vari paesi dell'Asia. Nel Museo trovano spazio le più importanti tradizioni culturali e artistiche di quel continente. Le collezioni del MAO consistono di quasi 2300 opere. Esse coprono un arco temporale che parte dal Neolitico e arriva fino agli inizi del secolo scorso. A queste si aggiungono più di 1400 reperti di scavo di periodo pre islamico provenienti dagli scavi iracheni di Seleucia e Coche.

GIARDINO GIAPPONESE 

REPERTI DEL MAO

REPERTI DEL MAO

REPERTI DEL MAO

Il MAO fa parte della Fondazione Torino Musei, insieme alla GAM e a Palazzo Madama. Nel 2019 sono stati più di 100mila i biglietti staccati, con numerose mostre di successo. 

Per Info e Prezzi: www.maotorino.it
@progettopelago | #TiPortoAlMuseo | 71^ Tappa

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