L'Atelier Carola Mazot di Milano racconta la vita e le opere della pittrice Carola Mazot (Valdagno, 1929 - Milano, 2016), conservando, promuovendo e diffondendo le opere dell'artista e la conoscenza delle stesse attraverso la catalogazione, la raccolta delle documentazioni, recensioni, pubblicazioni, cataloghi e l'organizzazione di esposizioni all'interno di musei e spazi culturali.
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| CAROLA MAZOT, LA CORSA, 1996 (DETTAGLIO) |
Lo spazio in cui sorge l'atelier oggi non è un semplice deposito della memoria, ma un organismo vivo che custodisce oltre 1.400 opere tra oli su tela, disegni e sculture. Varcare la soglia dello studio significa immergersi direttamente in cinquant'anni di storia dell'arte milanese, indissolubilmente legata all'atmosfera culturale di Brera e alle storiche serate del Bar Jamaica.
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| INTERNO DELL'ATELIER |
L'allestimento, che si rinnova periodicamente attraverso mostre temporanee tematiche, racconta l'evoluzione coraggiosa e profonda di un'artista che ha saputo fondere una solida tradizione figurativa con una libertà espressiva modernissima.
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| CAROLA MAZOT, IN GIALLO, 2000 |
La visita si snoda principalmente attraverso tre grandi nuclei della sua produzione: I Volti: opere in cui lo studio della fisionomia diventa un pretesto per esplorare l'espressione interiore. Un'indagine silenziosa, intensa, capace di catturare l'anima nel tratto grafico. I Calciatori e gli Atleti: le tele degli anni Novanta, dove il corpo umano è colto nel pieno dello slancio dinamico. Colori accesi, linee diagonali, figure che cadono e si rialzano sprigionando un ritmo compositivo vibrante. I Giardini: con l'approdo verso una sintesi informale quasi meditativa, dove la natura viene isolata sulla tela con pennellate rapide, evocando l'essenzialità e il fascino della pittura orientale.
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| CAROLA MAZOT, FIORI NEL VASO, 1989 |
L'Atelier Mazot è dunque la testimonianza di quella "Milano d'artista" fatta di studi intimi e fucine creative che meritano di essere sottratte all'oblio. Un piccolo museo che restituisce intatto il fascino del gesto pittorico e la dedizione assoluta di una donna all'arte del Novecento.
@progettopelago | #TiPortoAlMuseo | 367^ Tappa
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