Halloween raccontato da 5 opere d'arte nei Musei Italiani
L'estetica del macabro e del mistero nell'arte vanta una tradizione secolare che precede e trascende le moderne celebrazioni popolari di Halloween. I musei italiani conservano nei loro percorsi espositivi opere di straordinaria intensità, capaci di dialogare con il fascino dell'ignoto e della transitorietà umana.
LA STREGA DI SALVATOR ROSA
PALAZZO PITTI, FIRENZE
IL DIAVOLO AUTOMA
CASTELLO SFORZESCO, MILANO
L'Automa con testa di diavolo (1620-1666), esposto al Castello Sforzesco di Milano, è un inquietante capolavoro di ingegneria meccanica barocca creato dallo scienziato Manfredo Settala per la sua Wunderkammer. Il manufatto in legno intagliato unisce un busto classico a una testa demoniaca che, grazie a un sofisticato sistema interno di ingranaggi e carrucole, era in grado di muoversi spettralmente: ruotava il capo, faceva roteare gli occhi, digrignava i denti e spalancava la bocca emettendo fumo e suoni cupi. Concepito per sbalordire e spaventare i visitatori, questo "robot" del Seicento testimonia il legame dell'epoca tra scienza, illusione magica e gusto per il macabro.
LE MACCHINE ANATOMICHE DI GIUSEPPE SALERNO
MUSEO CAPPELLA SANSEVERO, NAPOLI
Per gli amanti dei film dell'orrore sul Dottor Frankenstein, la cripta del Museo Cappella Sansevero è un luogo perfetto. Qui infatti sono esposti i corpi interi di un uomo e di una donna in cui l'intero sistema circolatorio (arterie e vene) è perfettamente integro e cristallizzato da oltre 250 anni. La leggenda voleva che il Principe Raimondo Di Sangro alchimista avesse iniettato una pozione metallica nei corpi dei suoi servi ancora vivi; anche se la scienza ha dimostrato la natura artificiale in cera e fil di ferro, l'impatto visivo evoca l'autentico brivido della scienza proibita.
I CAPRICCI DI GOYA
GABINETTO DEI DISEGNI E DELLE STAMPE DEGLI UFFIZI, FIRENZE
Se repulen ("Si sfoltiscono"), tavola 51 de I Capricci incisa da Francisco Goya nel 1799 e conservata a Firenze nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, mostra tre creature demoniache dotate di ali da pipistrello nell'atto di accorciarsi le unghie dei piedi. Sotto le spoglie di una composizione mostruosa, l'artista cela una ferocissima satira illuminista: il gesto del taglio degli artigli (associato nel gergo dell'epoca al furto e al saccheggio) funge da allegoria morale contro i vizi della società. I demoni che si aiutano vicendevolmente rappresentano i funzionari corrotti e i potenti che si proteggono a vicenda per continuare a depredare indisturbati il popolo.
L'INFERNO DI BOSH
GALLERIE DELL'ACCADEMIA DI VENEZIA
L'Inferno, pannello conclusivo del celebre Polittico delle Quattro visioni dell'Aldilà dipinto da Hieronymus Bosch tra il 1490 e il 1515 e conservato a Venezia presso le Gallerie dell'Accademia, chiude perfettamente questo itinerario da brivido. La tavola immerge lo spettatore in un'oscurità opprimente, rischiarata soltanto dai bagliori sulfurei di un vulcano in eruzione sullo sfondo, simbolo del fuoco eterno della dannazione. In primo piano, l'artista fiammingo dà forma alle più ancestrali fobie umane popolando la scena di anime disperate tormentate da diavoli grotteschi e bestiali, tipici della sua inconfondibile e surreale estetica mostruosa. Questa visione apocalittica e ipnotica incarna magistralmente l'essenza più profonda e colta del sacro terrore, offrendo un perfetto compimento visivo alle suggestioni misteriose della notte di Halloween.
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