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#TiPortoAlMuseo: La Galleria Antico Egitto di Milano



Nelle sale del Castello Sforzesco è ospitata una delle collezioni più affascinanti del patrimonio civico: la Galleria Antico Egitto (o Museo Egizio) di Milano. Qui sono proposti in mostra circa 330 reperti tra sarcofagi, amuleti, papiri, bronzetti, vasi canopi e stele, che raccontano la storia millenaria dell'Egitto, dal IV millennio a.C. al V secolo d.C.

INTERNO DEL MUSEO

Le origini della collezione egizia del Comune di Milano risalgono ai primi decenni dell'Ottocento, nel clima di egittomania che attraversava gli ambienti intellettuali europei. In quegli anni giungono a Milano, presso il Gabinetto Numismatico e la Biblioteca di Brera, i primi reperti egizi, sarcofagi e frammenti di papiri, poi confluiti nelle raccolte civiche.

INTERNO DEL MUSEO

Da allora la
raccolta si è progressivamente ampliata grazie ad acquisti mirati, a generose donazioni di collezionisti e, soprattutto, agli scavi condotti negli anni Trenta nel Fayum da Achille Vogliano, papirologo e docente universitario che nel 1935 a Medinet Madi scoprì un enorme complesso templare con due statue del faraone integre: una di queste, la statua del faraone Amenemhat III, è uno degli oggetti più preziosi dell'intera collezione. Più recentemente, l'ingresso di nuclei provenienti dalle collezioni Bresciani e Ruffini – l'ultima è del 2013, quando Pietro Ruffini ha regalato al museo la sua collezione, tra cui spicca una statuetta di bronzo raffigurante il dio Osiride, databile al VII secolo a.C. – ha ulteriormente accresciuto il valore della raccolta, che oggi conta complessivamente circa 3.000 reperti.

INTERNO DEL MUSEO

Il
percorso espositivo presenta sarcofagi, vasi canopi, bronzetti, stele, amuleti, offrendo una panoramica della civiltà egizia dal IV millennio a.C. al V secolo d.C., con una prevalenza di materiali funerari databili tra il Nuovo Regno (ca. 1550-1070 a.C.) e l'Epoca tarda (664-332 a.C.).

Tra le recenti novità esposte il Papiro Busca, dal nome del collezionista che lo portò in Italia dall'Egitto nel 1826, concesso generosamente in deposito dalla Fondazione IRCCS Ca' Grande Ospedale Maggiore Policlinico: un recente restauro ne ha migliorato la leggibilità e ora è esposto in una teca lunga quasi 7 metri con una illuminazione a pulsante che permetterà ai papiri di riposare quando in sala non ci saranno visitatori. Altra importante novità è la ricostruzione della cappella della dea Renenutet nella sezione dedicata agli straordinari ritrovamenti del papirologo Achille Vogliano.

STATUA DEL FARAONE AMENEMHAT III

L'allestimento è suddiviso in sei sezioni tematiche, identificate da colori e simboli specifici, dedicate ad altrettanti aspetti della civiltà faraonica: Vivere nell'Antico Egitto (illustra le principali figure della società dell'Antico Egitto), Vivere in eterno (dedicata alle credenze e alle pratiche funerarie), Vivere con gli dèi (illustra le pratiche votive e magiche).

E poi ancora: Milano in Egitto (spazio dedicato agli scavi condotti da Achille Vogliano), L'Egitto greco-romano (dedicata ai materiali della vita quotidiana, di ambito votivo e funerario), L'Egitto copto (esposizione di oggetti relativi al periodo copto (IV-VII secolo) che illustrano i cambiamenti nell'arte e nella devozione in atto all'epoca ma anche gli elementi di continuità).

STATUETTA IN BRONZO DEL DIO OSIRIDE

La Galleria Antico Egitto di Milano permette dunque
un viaggio nel passato all'interno della vita e delle tradizioni di una delle civiltà più affascinanti dell'antichità.



@progettopelago | #TiPortoAlMuseo | 347^ Tappa

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